Kilimanjaro, Hakuna Matata

Il mio periodo sabbatico da Dodiciemezza e’ coinciso con una nuova avventura: questa volta…nel continente nero…alle falde del Kilimanjaro! …ma non ho incontrato i Vatussi (big grin)

In realta’ non ero alle falde del Kilimanjaro ma bensi’  in vetta! 5895 metri raggiunti  il 17 luglio alle ore 07.07 locali: grande emozione e grande soddisfazione.

Kilimanjaro

Kilimanjaro

4 amici, due guide, 1 cuoco e 14 portatori: e’ soprendente l’organizzazione, la velocita’ d’azione e soprattutto la qualita’ dell’esperienza.

Dormire in tenda per 8 notti, senza accesso ad acqua su una montagna che in realta’ e un vulcano spento e quindi con terreno costituito da polvere, cenere e lava…non e’ il massimo della comodita’. Alla fine i capelli sono stoppa e il desiderio piu’ forte e’ una bella doccia calda.  Sacco a pelo a mummia, multistrati per ripararsi dal freddo la notte e… incredibili zuppe, deliziose e bollenti preparate da un abilissimo cuoco in grado di cucinare su un microfornellino con bomboletta gas.

Rimango sempre sorpresa dalle capacita’ culinarie di questi cuochi: grandi chef che creano prelibatezze locali con pochi ma sani ingredienti.

Kilimanjaro

Barafu

Kilimanjaro

Ugali

Per la cena all’ultimo campo prima della scalata finale – il campo Barafu a 4673  metri – Walter, il nostro magnifico cuoco, ci ha deliziato con il piatto tipico locale Ugali con Mchicha. Ugali e’ una polentina preparata con farina di mais, mentre il mchicha sono della specie di spinaci, molto simili alle nostre bietole/erbette. Il tutto si mangia rigorosamente con le mani: si prende una piccola manciata di ugali, ne si fa un pallina e nel mezzo si crea un incavo con il pollice. Diventa una specie di cucchiaio con il quale raccogliere il mchicha. Una forte base di carboidrati per darci la giusta energia per affrontare gli ultimi 1222 metri di salita e che bonta’! Poco importa se le mani anche se lavate alla meglio erano comunque sempre impolverate: il piacere di questo gusto semplice, pulito e naturale ha superato ogni nostra aspettativa!

Kilimanjaro

Ugali

L’ultima sorpresa e’ poi arrivata alla cena del nostro ultimo campo, la sera dopo il raggiungimento della vetta. Per celebrare  il nostro successo Walter ci ha preparato una magnifica torta, con disegnato il Kilimanjaro e la vetta raggiunta… con l’altitudine questa volta espressa in piedi…un numerone che rende la conquista ancora piu’ importante: 19341 piedi! Ancora oggi mi domando come sia riuscito a prepararla ma…Walter non ha voluto rivelarci il suo segreto. Era solo felice del nostro apprezzamento.

Kilimanjaro

Torta/Cake

Se vi ho incuriosito e invogliato a vedere con i vostri occhi le nevi del Kilimanjaro, vi suggerisco contattare l’organizzazione Ultimate Kilimanjaro (www.ultimatekilimajaro.com): sono di base a Chicago e sicuramente ottimi… e se Walter e’ lo chef…Hakuna Matata!

Kilimanjaro

Pranzo/Lunch

Scritto da Tiziana

 

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